Fior fior di borgo è un’idea, un pensiero

È la ricerca di sentieri nuovi per colorare 26 piccoli borghi ed animarli con pennellate variopinte. Angoli minimalisti, qualche scherzo, un po’ di ironia tra vecchie mura e il risuonar di passi su antichi selciati.

"Vestiti" sempre più belli da mostrare a chi ricerca quiete e qualità autentica dei luoghi. Ed ecco allora, a sorpresa, comparire, uno dopo l'altro, allestimenti verdi e fioriti, originali e innovativi, ideati per sottolineare quelle caratteristiche e particolarità che rendono i borghi dell'appennino romagnolo luoghi unici e irripetibili.

Una lunga fila di asini, con il pesante carico sul dorso, ci riporta al duro lavoro dei cavatori di gesso, così come quattro fieri lupi ricordano il ritorno di questo carnivoro nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. O come un grande toro di razza romagnola, che pascola tranquillo lungo il fiume Bidente, rammenta la vocazionalità del territorio per l'allevamento di questa antica razza da carne.

Ma anche riferimenti alla cultura e alla tradizione locale con uno dei più famosi quadri di Silvestro Lega che viene "animato" e trasformato in luogo di sosta o con la riproduzione di un tipico orto medioevale così come descritto da Carlo Magno nel "Capitulare de Villis".

E poi piante sacre, note musicali, gnomi, insoliti vasi fioriti, aiuole con simboli di pace, mosaici di natura variopinta, pendii colorati e pennellate di papaveri tra il grano…

Piccoli interventi per trasformare il territorio in un laboratorio creativo di idee da scoprire e fotografare in mille occasioni di viaggio e di soggiorno.